9.4.14

Fashion Revolution Day

Il prossimo 24 aprile sarà il primo Fashion Revolution Day e per sapere cos'è, cosa si può fare e perché vi consiglio di leggervi il post che segue scritto da Chiara Dondi per The Slow Catwalk. Il primo di una lunga serie.

You can read it in English after the pictures:)

Pia Hakko.


Storia di Alina. Storia di una rivoluzione.
Sono le sei. E’ ancora buio, ma nell’appartamento di Alina sono già tutti in piedi. Chi prepara un tè su un fornelletto, chi scalda un po' di riso. Alina, però, non mangia questa mattina, deve correre alla fermata dell’autobus: ieri ha rischiato di perdere il salario dell’intera giornata per due minuti di ritardo. Ormai sono 6 mesi che lavora in quella fabbrica ed è già riuscita a mandare qualcosa alla sua famiglia in campagna, per il matrimonio della sorella, anche se non ci potrà andare. Non esistono per lei ferie o permessi. E’ già qualcosa se riesce ad usare il bagno nell’unica pausa concessa durante il giorno. Alina si massaggia un dito, ieri le è scivolata la mano mentre cuciva. Non sa bene cosa sia stato a distrarla: un leggero sussulto, è stato come se il pavimento si fosse mosso. Un terremoto? No, nessuno ne aveva parlato la sera.  Chissà, forse solo un giramento di testa per l’ennesima colazione saltata.
Alina entra nel palazzone: la sua fabbrica è al terzo piano. Che strano, gli avvocati dei piani inferiori non sono al lavoro, sotto è tutto deserto. Alina non fa in tempo a pensarci troppo, viene spinta dentro dalla fretta degli altri lavoratori, terrorizzati di arrivare in ritardo.
E di Alina, da quel momento, non sappiamo più nulla. Il Rana Plaza, l’edificio di Dacca in cui aveva sede la fabbrica per cui lavorava, crollò poche ore dopo. Era il 24 aprile 2013. Insieme a lei morirono 1133 persone e più di 2000 rimasero gravemente ferite e mutilate.


Alina cuciva per noi. Cuciva per i marchi che indossiamo (https://www.cleanclothes.org/news/2013/05/24/background-rana-plaza-tazreen) e di cui sono state trovate fatture, etichette, commissioni, sotto le macerie, insieme ai corpi.
Il 24 aprile 2013 è stato un 11 settembre della moda. Un 11 settembre che ha avuto molta meno risonanza e che non avrà nessun memoriale. Ma che noi vogliamo ricordare. Il 24 aprile, ad un anno esatto dalla tragedia, possiamo dire ai brand nazionali ed internazionali che abbiamo il diritto di sapere chi e in che condizioni realizza i nostri vestiti. Il 24 aprile 2014 sarà il primo Fashion Revolution Day: un evento mondiale, coordinato da un gruppo di stilisti e attivisti inglesi, per affermare il diritto ad una moda che sia creatività, energia, sostenibilità. Ad una moda senza tragedie, sfruttamento, buchi neri.


Se vuoi partecipare al Fashion Revolution Day puoi aderire alla pagina fb di Fashion Revolution Italia, dove troverai anche le date degli eventi organizzati nelle città. Puoi anche scattarti un selfie indossando un capo di abbigliamento al contrario e postarlo su Twitter e facebook con l’hastag #INSIDEOUT #whomadeyourclothes.


Fashion Revolution Day: be curious, find out, do something





This post has been written by Chiara Dondi for The Slow Catwalk and it's the first of a long series. If you can't read Italian, I try to sum it up for you. The post tells the story of Alina, who used to wake up very early and go to job every morning as many of us. She worked in a garment-factory in Bangladesh without the fundamental rights that ensure the dignity of the person: things like a fair wage, adequate working times, health and safety at work.
Like thousand of people in Bangladesh she sewed clothes for very well-know Western brands and if you will find the time to check this list you will probably realize that each of us has at least one item of these brands in her/his closet. 
On 24 April, last year, the Rana Plaza collapsed after cracks appeared the day before were ignored.
Alina and other 1132 workers were killed that day and approximately 2500 were injured.

One year later, on 24 April 2014, a global event will take place to remember the Rana Plaza victims and to ask for a more sustainable and ethical fashion system: the Fashion Revolution Day.
That day you can get involved in many different ways as for example making a selfie wearing your clothes inside-out asking "Who made your clothes?" and sharing it on your FB, Instagram and Twitter profile.
These are the hastag you can use #INSIDEOUT #whomadeyourclothes 

Fashion Revolution Day: be curious, find out, do something

Fashion Revolution Day official site
Fashion Revolution Day near you


2 commenti:

  1. ottimo post grazie di averlo condiviso...mi informerò sembra interessante :)
    baci

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  2. Anni fa in quell'edificio, enorme, c'erano anche dei produttori di commercio equo e solidale..
    Sto seguendo l'iniziativa ovviamente per questioni lavorative sui canali di Altromercato!
    Grazie per il post, molto chiaro e utile, ciao :*

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