21.6.13

Clothes in translation #3

Vestire un personaggio immaginato mentre leggi, scegliere il capo che gli vedi addosso, tradurre un'immagine che hai nella tua testa segue lo stesso percorso della parola perfetta che cerchi quando traduci un testo.

To dress an imaginary character as you read, to choose the clothes that you see him wearing, to translate a picture that you have in your head, follows that same path of that one and only perfect word that you are seeking while translating.

Don DeLillo
Americana

It was a party and we didn't want to talk to each other. The whole point was to separate for the evening and find exciting people to talk to and then at the very end to meet again and tell each other how terrible it had been and how glad we were to be together again. This is the essence of Western civilization. But it didn't matter really because an hour later we were all bored. It was one of those parties which are so boring that boredom itself soon becomes the main topic of conversation. One moves from group to group and hears the same sentence a dozen times. "It's like an Antonioni movie." But the faces were not quite as interesting.

Era una festa e non avevamo nessuna voglia di intrattenerci  tra noi due. Eravamo lì per incontrare gente interessante con cui chiacchierare, quindi rivederci alla fine della serata e dirci quanto ci eravamo annoiati e com'era bello ritrovarsi. E' questa l'essenza della civiltà occidentale. Solo che in realtà non aveva poi grande importanza, visto che un'ora dopo ci annoiavamo tutti indistintamente. Era una di quelle feste talmente noiose che ben presto la noia diventa argomento principale di conversazione. Dove ci si sposta da un gruppetto all'altro e si sente la stessa frase almeno dieci volte: "Sembra di stare in un film di Antonioni". Con la differenza che le facce non sono altrettanto interessanti.
Traduzione di Marco Pensante,
Einaudi Editore

L'eclisse di M. Antonioni, 1962, costume design Bice Brichetto, Gitt Magrini.









7 commenti:

  1. Bellissimo Sandra. L'immagine che hai scelto è proprio quella più giusta per questo brano, al di là della citazione di Antonioni.
    Questi Clothes in translation mi piacciono sempre di più!

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    1. Tra l'altro credo sia il mio film preferito di Antonioni.
      **

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  2. bellissimo!!! tradurre i personaggi della propria mente è una delle cose più divertenti che si possano fare.
    è un modo per non sentirsi vivi, ma per niente morti!!!:)

    baci baci!

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  3. Bravissima! Confermo che questa rubrica è geniale.
    Il passo di Don DeLillo anche e l'immagine che hai scelto è semplicemente perfetta.

    Alessia
    ElectroMode

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    1. Grazie Alessia. Cercare la foto è stato bellissimo e di grande ispirazione. Don DeLillo poi, una volta preso in mano, ho dovuto rileggerlo;)

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