24.9.12

Riciclabò e Kevlove

Allora sabato sono stata a Milano al So Critical So Fashion e alla fine ci siamo andati in macchina, perchè no, il treno non era per niente più conveniente della somma benzina supercara, autostrada e parcheggio. Senza considerare che la nostra macchina è pure meno sporca, affollata e più puntuale del treno. E lo dico purtroppo sapendo bene di cosa parlo perchè ho appena finito di essere una pendolare frustrata e in ritardo. In sostanza i prezzi dei biglietti ci hanno consigliato di inquinare un po' di più. Peccato, le nostre intenzioni erano altre. E non siamo partiti in dieci, eravamo solo in due. Vabbè, per il resto, una volta a Milano, abbiamo camminato per ore proprio come piace a noi.
Detto questo So Critical So Fashion è stato davvero entusiasmante ai miei occhi sia per le cose proposte che per la gente che abbiamo incontrato.
Dedicare un unico post all'intero evento mi sembra troppo riduttivo quindi ci sarà un post (o quasi) per tutti quei brands che mi sono piaciuti. E sono tanti.
Per prima cosa è stato bello scoprire e vedere dal vivo che anche qui da noi in Italia c'è gente che rende la moda etica e sostenibile anche molto bella e per nulla triste come a volte si è portati a pensare.
Per esempio Riciclabò, brand genovese di abbigliamento femminile fondato da due amiche, Monica Berti e Sara Aurelio.


Cosa c'è di più sostenibile infatti che creare abiti con materiali usati e riciclando creativamente vecchi maglioni, giacche e bellissime cravatte.


Abiti originali che nascono direttamente dal gusto molto personale e libero di queste due ragazze sarte autodidatte che non leggono Vogue e non hanno seguito corsi e scuole specializzate. Solo tanto gusto, tanto talento e la consapevolezza che si possono creare collezioni lontane dalla moda che corre veloce e vicine ad un consumatore che è anche cittadino responsabile e non burattino trendy.


Accanto al loro stand c'era anche Kevlove, una linea di borse, borsoni, cinture e complementi d'arredo fatti con tessuti come il kevlar, il dacron e il nylon: tutti materiali che si usano per fare le vele per le barche. Elena Filippini, la mente creativa che sta dietro a questa linea, proviene infatti da una famiglia di arigiani velai.


Un'idea davvero geniale!

A presto altre scoperte etiche e sostenibili direttamente da Milano.
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2 commenti:

  1. Che pezzi interessanti, sopratutto le borse. Si, si, si, posta tutto, sono curiosissima!!
    Baci!

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    1. Cara Maggie ho visto delle borse bellissime fatte con i materiali più strani: ti dico solo che ce n'erano in legno ed erano morbidissime!
      Presto le postero:)

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